martedì 30 settembre 2008

L'ultima Spinta (facendo gli scongiuri)

"Te con quella macchinetta lì sei apposto perchè puoi fotografare i carri-armati da vicino e i buchi delle pallottole sui palazzi da lontano".
La mia ultima riunione di redazione dell'anno de la SPInta, il mensile dello Spi Cgil che coordino dal 2007. Con soddisfazione, per tutto quello che mi ha insegnato e permesso di fare (l'intervista a Cofferati, Epifani, l'inchiesta sulle liste d'attesa...).
Sto per partire per Roma e Gastone (poteva avere solo questo nome), viene idealmente via con me, con le sue "dritte" di vita e la macchina fotografica sempre al collo. Insieme a lui, mi porto gli altri redattori "senior" (Silvana, Stefano, Valerio, Ivan, Alfonso, Benvenuto, Aurelio e naturalmente Bruno). Pensionati, ma tuttaltro che vecchietti. Provare per credere: alla fine di una manifestazione loro scalerebbero le Due Torri, io andrei a letto a dormire!

domenica 28 settembre 2008

Z come Zarifa, la "Signora della guerra"

Se non fosse per quella foto incorniciata, la tentazione sarebbe di non crederle. Come immaginare, dietro gli occhi da cerbiatta e il sorriso timido di oggi, la “signora della guerra” di ieri?
Veniva chiamata così, Zarifa, l'infermiera tuttofare del piccolo villaggio di Stupel. Durante il conflitto serbo-albanese del '99, unica donna tra decine di uomini, ha militato nell’Uck, l’esercito di liberazione del Kosovo.

"Quando finivo i lavori di casa - racconta, mostrando tessera e foto in divisa - uscivo a fare pattuglia con gli altri perchè eravamo circondati dalla forze militari serbe e anche perchè avevo paura a stare sola. Per fortuna la guerra è finita altrimenti sarei diventata un uomo".
Oggi Zarifa è anche presidente dell'associazione delle donne del paese, donne che da sempre la guardano con rispetto. Le albanesi, per cui ha combattuto, e le serbe, che non ha mai smesso di curare.
"Dopo la guerra e nel 2004 (scoppio di nuovi conflitti, ndr), insieme al medico, abbiamo fornito assistenza agli abitanti del villaggio di Bic e, come per tutti, siamo sempre a loro disposizione".
E' in questa stessa zona, ad ovest del nuovo stato kosovaro a maggioranza albanese, che molte case serbe, appena ricostruite, sono state date al fuoco e subito distrutte.

di Anna Maria Selini