domenica 9 gennaio 2011

A Falluja record di neonati malformati

A Falluja, dove nell’ultimo conflitto iracheno sono state usate anche armi al fosforo bianco, nascono sempre più bambini malformati. Centinaia di neonati con difetti al cuore, allo scheletro, al sistema nervoso, con un tasso di malformazione undici volte superiore alla norma, cresciuto negli ultimi sette anni fino a toccare livelli record nei primi sei mesi del 2010.
Un fenomeno che sarebbe riconducibile alla persistenza di contaminanti (elementi normalmente non presenti nell’ambiente, ndr) associati all’uso di armi durante la guerra. A sostenerlo è una ricerca* recentemente pubblicata su l'International Journal of Environmental Research and Public Health, svolta da medici iracheni, scienziati americani e italiani. Tra questi ultimi, in particolare, il gruppo di ricerca New Weapons Research Group (Nwrg), una commissione indipendente di scienziati ed esperti che ha sede in Italia e che studia l'impiego delle armi non convenzionali, per investigare gli effetti di medio lungo periodo sulla salute dei residenti delle aree in cui vengono utilizzate.
L'indagine ha preso in considerazione i parti avvenuti nell'ospedale pubblico di Falluja fra il maggio e l'agosto del 2010, analizzando nel dettaglio cinquantacinque casi. Soltanto nel mese di maggio, su 547 bambini nati, il 15% erano deformi. Nello stesso periodo si è avuto l'11% di parti prematuri e il 14% di aborti spontanei. Ma questi dati, sottolineano i ricercatori, fotografano la realtà in modo incompleto, perché non tutte le donne partoriscono in ospedale o vi si recano per aborti tardivi.
“La ricerca – spiega Paola Manduca, genetista dell’università di Genova e responsabile scientifico di New weapons - si è focalizzata su quattro famiglie bigame, in quanto offrono la possibilità di distinguere tra fattori genetici e fattori ambientali alla base delle malformazioni”. Alcuni casi documentati nello studio hanno raccontato una verità abbastanza inequivocabile, ovvero il presentarsi nella stessa famiglia di più malformazioni diverse. Come quello di una madre e una figlia, che, dopo il 2004, hanno partorito entrambe bambini malformati. Il padre di uno dei due piccoli ha un'altra moglie con cui ha avuto un altro figlio, anche lui con difetti alla nascita, ma di un tipo ancora diverso.
Secondo i ricercatori “diversi contaminanti usati in guerra e tra questi molti dei metalli nelle moderne munizioni, possono interferire con lo sviluppo dell'embrione e del feto”. Alcuni di questi restano nell’ambiente e si accumulano nell’organismo, e hanno la capacità di produrre malformazioni, tanto da essere considerati come possibili agenti “causativi” dell’aumento di neonati malformati a Falluja.
I dati raccolti nello studio vanno ad aggiungersi a quelli già pubblicati da un gruppo inglese, secondo il quale a Falluja, dopo l'attacco americano del 2004, il numero di tumori e leucemie era quadruplicato.



pubblicato su l'Eco di Bergamo

*Four polygamous families with congenital birth defects from Fallujah, Int. J. Environ. Res. Public Health 2011, vol. 8, 89-96.

Nessun commento: